Il segreto di Lino Banfi in pasto al pubblico: “Ho venduto ai napoletani Rolex falsi e ne vado fiero, non è facile imbrogliarli”

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Il popolare Lino Banfi non smette mai di stupire. L’attore è stato gradito ospite del premio San Gennaro di Napoli e si è concesso una chiacchierata con il quotidiano Il Mattino.

Banfi in questa occasione ha regalato ai suoi fans qualche ricordo della sua giovinezza, lasciandosi andare ad una ammissione molto particolare. “Ho venduto dei Rolex falsi ai napoletani ” ha rivelato a sorpresa l’attore. Che, stimolato dal cronista, ha ripercorso il periodo dei suoi inizi di carriera.

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Lino Banfi

Lino Banfi rivela il suo segreto al pubblico sorpreso

“Questa non l’ho mai detta a nessuno”, ha esordito Banfi sorridendo. “Da giovane, per fare qualche lira, ero in miseria, riuscii a vendere Rolex falsi ai napoletani”, dice il popolare attore. “Io e un amico ci travestivamo da ufficiali americani, fermavamo le persone, raccontavamo che ci avevano derubato e non avevamo soldi“. Banfi ammette sorridendo che gli affari non giravano a meraviglia, ma che con quel sistema riusciva a comprare qualcosa.

“Su dieci, otto ci mandavano a cogliere fichi, due ci cascavano. Ne vado fiero…Imbrogliare i napoletani non è facile”, racconta oggi Lino Banfi. Nel tempo, e grazie ai successi ottenuti con la carriera cinematografica, Banfi è stato ed è ancora molto attivo nel campo della solidarietà.

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La vicenda Tim

Recentemente si è trovato al centro di una polemica nata per lo spot della Tim. Il Moige , Movimento Italiano Genitori ha intimato alla compagnia telefonica di cui Lino Banfi era testimonial di censurare una delle sue espressioni più colorite. Banfi ricorda che sono proprio i genitori, quando lo incontrano con i figli, a scherzare su quella espressione che, a suo parere, non è diseducativa o volgare.

La vicenda dello spot della Tim non ha intaccato però la sua proverbiale simpatia. A chi gli chiedeva come mai i suoi film non avessero mai vinto nulla di speciale Banfi ha risposto: “I miei film non arrivavano a Venezia perché si fermavano a Mestre! “

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