“L’Europa dichiara guerra ai no-vax”, l’Austria annuncia il lockdown per i non vaccinati mentre la Germania minaccia di non curarli: ecco cosa sta accadendo nelle ultime ore

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L’Europa dichiara guerra ai no-vax dopo il preoccupante incremento dei contagi tra chi non è immunizzato. Una linea dura intrapresa dapprima in Austria, dove il governo ha deliberato il primo lockdown per i no-vax, vietando ai non vaccinati la frequentazione di locali ed eventi pubblici e negando loro l’accesso agli impianti sciistici. Una stretta ribadita dal cancelliere Alexander Schallenberg, dopo aver registrato in un solo giorno quasi diecimila casi di Covid.

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I numeri relativi all’emergenza sanitaria hanno rinnovato l’allarme anche in Germania, che ha esortato la popolazione a sottoporsi alla terza dose del vaccino dopo sei mesi dalla seconda. L’obiettivo dell’Europa visto all’attuale contesto della pandemia è quello di accelerare le immunizzazioni per prevenire gli effetti nefasti della quarta ondata, intraprendendo il pugno duro contro i no-vax.

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Austria manda in lockdown non vaccinati

Le linee guida dell’Europa contro i no-vax

L’accelerazione sul booster è nei piani di tutta l’Europa, come ribadito dalle parole del presidente della Turingia, Bodo Ramelow che ha espressamente minacciato di non curare chi si è sottratto alla vaccinazione, per evitare di aggravare la pressione sulle strutture sanitarie. Invece in Sassonia si paventa un nuovo lockdown per i non immunizzati, escludendo il ricorso al tampone come lasciapassare.  Una preoccupazione che si rintraccia anche nel commento del ministro della Salute tedesco Jens Spahn: “La quarta ondata ha molto accelerato e colpisce con grande irruenza. Davanti a noi abbiamo settimane difficili”.

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Corre ai ripari anche l’Islanda che ha comunicato una nuova stretta, mentre nel Regno Unito per contenere i contagi si prosegue la linea dura del booster con un incremento delle somministrazioni del vaccino che ha permesso la discesa dell’indice di contagio Rt sotto la soglia di rischio di 1. Invece il Parlamento francese ha approvato uno specifico progetto di legge ribattezzato vigilanza sanitaria in base al quale si è esteso l’uso del certificato verde fino al 31 luglio 2022, un tema su cui si dibatte anche a Bruxelles con lo scopo di prolungarne la durata.

L’aumento dei contagi in Europa orientale e nei Balcani risulta al momento decisamente allarmante, a fronte dei tassi di vaccinazione tra i più bassi di tutto il vecchio continente, con una criticità che si riscontra soprattutto in Romania ed in Bulgaria. Recentemente in Croazia, dopo aver registrato il record negativo di contagi, sono ritornate le restrizioni che hanno portato ad un ricorso più massiccio del Green pass.

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