Reddito di Cittadinanza, cambiano le regole: “Ecco chi rischia di perderlo e in quali casi”

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In arrivo una nuova stretta sul Reddito di cittadinanza con l’approvazione di nuove regole sul sussidio statale, vanto del Movimento 5 Stelle ed istituito con il Decreto Legge n°4 del 28 gennaio 2019 dal Governo Conte. Attorno a questo contestatissimo ammortizzatore sociale si rinnovano di continuo le discussioni degli avversari politici che vorrebbero smantellarlo. Ma per il momento si potrebbero invece introdurre delle nuove regole. Si fa riferimento all’approvazione di un emendamento al Decreto Aiuti che ha avuto il via libera in commissione alla Camera, trovando però il voto contrario del Movimento 5 stelle.

In attesa che si passi alla conversione in legge si ipotizza una nuova stretta sul Reddito di cittadinanza con lo scopo di trovare una soluzione relativa ad una grossa criticità: la mancanza di manodopera nel settore della ristorazione ed in quello turistico.

In arrivo una nuova stretta sul Reddito di cittadinanza

In tal senso si prevede di contemplare nel calcolo dei rifiuti che possono portare alla perdita del sussidio statale anche il diniego ad un’offerta congrua a chiamata diretta da parte di un datore di lavoro privato. In tal caso si devono considerare offerte congrue quelle presentate dai datori di lavoro privati all’indirizzo dei beneficiari che firmano il Patto per il lavoro dove si segnala che è obbligatorio accettare almeno un’offerta su tre.

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Reddito di cittadinanza regole

 

In base alle novità inserite nella recente Legge di Bilancio in riferimento all’ammortizzatore sociale, si è ritenuto opportuno classificare come ‘offerta congrua’ un’offerta il lavoro a tempo pieno ed indeterminato distante meno di ottanta chilometri, e che si può raggiungere facilmente in 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici (prima offerta).

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Invece nel caso di seconda offerta, essa può arrivare da tutto il territorio nazionale. Se il beneficiario del Reddito di Cittadinanza rifiuta un’offerta di lavoro congrua verrà penalizzato con una riduzione di 5 euro al mese, per ciascun mese a partire da quello successivo al rifiuto. Ma se il soggetto rifiuta una seconda volta allora il sussidio viene revocato. Le recenti modifiche introdotte in merito al tributo economico statale sono il risultato di una serie di emendamenti dal contenuto simile elaborati da diversi partiti tra cui: Noi con l’Italia, FdI, Lega, FI, Misto.

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