“Il rifiuto categorico! E ne va fiera”. Kasia Smutniak non si nasconde più: a 40 anni si mostra al naturale e dice ”no” alla chirurgia estetica

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In occasione del suo ultimo ruolo da protagonista, diretta da Silvio Soldini, Kasia Smutniak si è lasciata andare alle confidenze nel corso di un’intervista per il Corriere della Sera. Infatti l’attrice ha parlato non solo della sua ultima fatica professionale, ma anche del rapporto che ha come donna con il corpo e con il tempo.

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Parlando del suo ruolo di protagonista nella pellicola di Soldini “3/19” dove interpreta un’avvocatessa in carriera che si ritrova a fare i conti con un cambiamento radicale nella sua vita, la Smutniak è poi passata a parlare di se stessa. Le similitudini tra il personaggio cinematografico Camilla e la sua esperienza personale non mancano, visto che interpreta una professionista che si fa strada in un ambiente maschile e che rinuncia a tutto per la carriera, per poi affrontare un cambiamento radicale dopo un incidente in motorino e la morte di un giovane immigrato.

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Kasia Smutniak paladina della bellezza e naturale

Kasia Smutniak paladina della bellezza naturale

L’attrice ha affrontato una questione delicata: il percorso interiore da lei intrapreso per riuscire ad accettare il suo corpo alle prese prima con la vitiligine e poi con l’età, confidando: “Io a 40 anni sto bene con me stessa: non nascondo il tempo che passa, ne vado fiera”. Dopo aver superato gli ‘anta’,  Kasia Smutniak rivendica la sua femminilità ed identità esprimendo con fierezza di non avere paura del suo aspetto, e che preferisce mostrarsi al naturale senza trucco. “Mi piace come cambia il mio corpo, per me è più bello di chi finge di avere 20 anni, sarebbe come cancellare la mia storia. Ho più problemi con i media e i social che ti caricano di filtri”.

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L’attrice nella sua intervista ha confermato di avere rapporto sereno con il proprio corpo, dopo che in passato ha cercato di celare la sua femminilità crescendo in un contesto maschile e severo: “Sono cresciuta nelle caserme in un ambiente maschile, giocavo a fare la guerra, sparavo, sono diventata pilota a 16 anni”. Nel suo racconto ha infatti spiegato che ha cercato di farsi apprezzare non per la sua bellezza rivelando alcuni aneddoti su di sé: “È ridicolo pensare che il pilota non è un lavoro da ragazze. Lì non serve la forza. Io non sono un maschiaccio, sono una donna normale e queste sono le mie passioni. Mi piace anche cucinare e fare l’uncinetto. Ma non fa notizia”.

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