La stretta del Governo sul Reddito di cittadinanza: 5 euro in meno ogni mese e sospensione del sussidio se si rifiutano due offerte di lavoro

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Dopo una lunga fase di dibattiti e contrasti, che hanno agitato il mondo politico, il Governo ha introdotto dei cambiamenti che riguardano il Reddito di cittadinanza, approvando dei criteri più rigidi e dei controlli più scrupolosi. Nella Legge di bilancio l’esecutivo ha varato una rivisitazione approfondita del Reddito di cittadinanza, proponendo 5 euro in meno ogni trenta giorni dopo sei mesi senza un impiego, e tagliando l’incentivo a chi rifiuta due offerte di lavoro, con disattivazione immediata della card.

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La stretta del Governo Draghi prevede inoltre che l’importo dell’assegno da destinare alle famiglie, con componenti che sono nelle condizioni di cercare lavoro, diminuirà nel tempo: dopo sei mesi decrescerà di 5 euro ogni mese fino a quando un membro del nucleo familiare non otterrà un contratto di lavoro. Si prevede poi un taglio totale del Reddito di cittadinanza del 10% della prestazione complessiva, pari a 60 euro. Ma si precisa che la riduzione del sussidio non coinvolgerà i nuclei familiari, nei quali i soggetti sono “inoccupabili” e quelli dove un componente è un minore con meno di tre anni, o se in famiglia vi è un componente non autosufficiente e con disabilità grave.

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governo cambia reddito di cittadinanza

La stretta del Governo sul Reddito di cittadinanza

La sospensione del Reddito di cittadinanza si attua quando chi lo percepisce inizia a lavorare, e può essere nuovamente assegnato se si perde l’occupazione. Il sussidio decade invece in caso di mancata presentazione presso il Centro per l’Impiego in fase di convocazione, o se per la seconda volta si dice no ad un’offerta di lavoro. I cambiamenti relativi all’incentivo riguardano anche i criteri per valutare adeguata l’offerta: il lavoro da accettare può essere a tempo determinato e fino a 80 chilometri da casa, oppure part time, per almeno tre mesi, con contratti stabili su tutti il territorio nazionale.

Per quanto riguarda i requisiti per la sua assegnazione, si è ampliato l’elenco dei reati per cui scatta la revoca, un controllo che spetterà al ministero della Giustizia che dovrà verificare se tra i beneficiari figurano soggetti con condanne definitive. I Comuni dovranno invece occuparsi di regolari controlli anagrafici, di residenza e di soggiorno, prima e dopo l’assegnazione del sussidio. I cambiamenti ed i tagli approvati dal Governo sono volti a ridurre gli sprechi in vista di un finanziamento di 9 miliardi per il 2022, per ritornare ai 7 miliardi previsti inizialmente.

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Il premier Mario Draghi illustrando le modifiche ha precisato il perché di tali cambiamenti: “Il Reddito di cittadinanza deve essere esente da abusi e dall’altro lato non deve essere di intralcio al buon funzionamento del mercato lavoro […]. Abbiamo fatto una riflessione per arrivare ad un sistema di controlli che assicuri anche l’obiettivo che per gli occupabili non sia un ostacolo all’accettazione della proposta lavoro, a differenza che in precedenza. Perciò abbiamo graduato la perdita del reddito quando si accetta l’offerta. Il problema è come controllare prima che arrivi il décalage, su questo stiamo ragionando […]”.

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