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Covid. Agenzia delle Entrate pronta a procedere con l’invio di oltre 600 mila sanzioni: ecco chi rischia di vedersela recapitare

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L’Agenzia delle Entrate ha dichiarato guerra ai no-vax annunciando l’invio di oltre 600 mila sanzioni, che a quanto pare al momento risulterebbero essere indirizzate agli over 50 che non si sono vaccinati contro il Covid. Questa tranche di cartelle esattoriali prevede l’invio di comunicazioni di avvio del procedimento sanzionatorio per chi non si è sottoposto all’obbligo vaccinale, imposto nel nostro Paese ai soggetti con età superiore ai 50 anni (il Decreto legge 1/2022 ha introdotto l’obbligo vaccinale per chi ha compiuto 50 anni).

Per quanto riguarda le più di 600 mila cartelle esattoriali, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato che ha provveduto a spedirle ma che il pagamento non è richiesto immediatamente. Di fatto il destinatario della missiva ha a disposizione dieci giorni di tempo per regolamentare la sua posizione, comunicando alla propria Asl di riferimento le ragioni per cui non si è sottoposto alla vaccinazione.

Partite le prime 600mila cartelle esattoriali con cui l’Agenzia delle Entrate sanziona i no-vax

sanzioni agli over No-Vax

Si precisa che dopo il periodo di dieci giorni se il soggetto non dimostra che l’esenzione dal vaccino anti-Covid si deve a delle valide ragioni, si procederà con l’invio di una nuova cartella esattoriale nella quale si comunica la multa da pagare: una sanzione di 100 euro. Nello specifico questa missiva viene recapitata entro 180 giorni, ossia entro i sei mesi successivi alla prima comunicazione.

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All’Agenzia delle Entrate spetta il compito di notificare la sanzione che però viene inflitta direttamente dal ministero della Salute che conferma il pugno duro contro i no-vax. Dopo la prima comunicazione di avvio del procedimento il destinatario può decidere di pagare oppure avvalersi del periodo di dieci giorni, a pena di decadenza, per inviare all’azienda sanitaria locale competente per territorio le comunicazioni che attestano i motivi dell’esenzioni o le ragioni per cui non si è vaccinato.

Ma va sottolineato che comunque la decisione finale spetta all’azienda sanitaria che deve valutare se considerare legittime le motivazioni presentate dall’interessato. Chi non presenta alcuna giustificazione si vedrà destinare un avviso di addebito che ha titolo esecutivo, chi paga dopo la seconda notifica si ritroverà a corrispondere anche l’addebito delle spese.

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