Cosa succede un minuto dopo la morte? Gli esperti spiegano quali sono le tappe del processo di degrado del corpo

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Cosa succede dopo la morte? Questo se lo chiede di non ha paura di trattare un argomento difficile da discutere come il trapasso. Gli esperti hanno spiegato la sequenza cronologica di questo processo che è scandito da una serie di cambiamenti che portano ad un decadimento graduale. Come spiegato dal sito Very Well Health, il nostro cervello continua a funzionare per 10 minuti, quindi la morte non sarebbe istantanea come si potrebbe ipotizzare. Clinicamente, i medici convalidano il verificarsi della morte in base a criteri quali: assenza di respirazione, assenza di polso, assenza di costrizione pupillare dopo l’esposizione a luce intensa, assenza di riflessi. Questi sono i segni su cui i paramedici fanno affidamento prima di decidere di eseguire la rianimazione.

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Una volta confermata la morte, il corpo inizia a sperimentare dei cambiamenti, ed i primi segni si evidenziano un’ora dopo la morte quando si verifica lo stato di flaccidità primaria, ovvero il rilassamento generale dei muscoli del corpo. Di conseguenza, la tensione nelle palpebre si indebolisce, la mascella viene rilasciata, le pupille si ispessiscono e la fermezza delle articolazioni e di altre parti del corpo diminuisce. Le articolazioni diventano flessibili quando la pelle si incurva ed i muscoli si rilassano. Le ossa sporgenti come la mascella o i fianchi subiscono lo stesso processo. Allo stesso tempo, lo sfintere si rilassa mentre le feci e l’urina passano.

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Poi giunge quello che viene chiamato pallore cadaverico che fa apparire il corpo di colore pallido, mentre le piccole vene della pelle diventano gradualmente prive di sangue. Un fenomeno che si riscontra soprattutto nelle persone con la pelle chiara. La temperatura corporea abituale sui 37 ° C diminuisce e si attesta una temperatura conforme a quella ambientale. Questo processo è chiamato algor mortis: la temperatura corporea scende gradualmente di 1,5 ° C all’ora.

Cosa succede dopo la morte: le diverse tappe

Cosa succede 1 minuto dopo la morte

Da 2 a 6 ore dopo la morte: la temperatura del corpo si abbassa perché il sangue non viene più pompato dal cuore, questo fenomeno è detto livor mortis. E se il corpo rimane inerte per diverse ore, parti del corpo vicine al suolo possono assumere una colorazione rossastra e violacea. È una decolorazione causata dall’accumulo di sangue si tratta della cosiddetta “macchia post mortem”.

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I muscoli iniziano quindi ad irrigidirsi dalla terza ora, questo processo è chiamato rigor mortis ed è causato da cambiamenti chimici che avvengono nelle cellule del corpo. Durante questo periodo, le palpebre, il collo e la mascella si irrigidiscono in seguito il processo di irrigidimento continuerà coinvolgendo il viso per poi interessare il petto, l’addome, le braccia, le gambe ed infine le dita dei piedi. Si precisa che i bambini non sperimentano lo stesso rigor mortis degli adulti, si presume che la ragione di ciò sia legata ad una massa muscolare meno sviluppata rispetto a quella degli adulti.

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Da 7 a 12 ore dopo la morte: la rigidità muscolare cessa dopo circa 12 ore, ma questa durata può variare perché entrano in gioco diversi fattori: il fisico del soggetto, la sua età, il suo sesso, la temperatura dell’aria. Durante questa fase, diventa difficile manipolare gli arti del cadavere poiché i gomiti e le ginocchia si piegano mentre le estremità si curvano.

12 ore dopo la morte: le cellule subiscono cambiamenti chimici ed i tessuti interni si rompono dopo che il corpo raggiunge il massimo stato del rigor mortis. Di conseguenza, i muscoli iniziano a rilassarsi determinando la flaccidità secondaria. La velocità di manifestazione di questo nuovo rilassamento dipende in particolare dalla temperatura, se fa troppo freddo il processo viene frenato. Infine, quando la pelle inizia a ritirarsi mentre i capelli e le unghie sembrano crescere avanza la flaccidità secondaria in direzione opposta dalle dita dei piedi e delle dita verso il viso, questa è una tappa che può durare fino a due giorni dopo la morte.

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