Ecco cosa fare in caso di attacco o incidente nucleare: le raccomandazioni dell’OMS su come affrontare la criticità

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La minaccia di un conflitto nucleare come epilogo della guerra in Ucraina, sta scuotendo l’opinione pubblica mondiale e per cercare di smorzare terrore e panico l’OMS ha reso noto un vademecum che suggerisce come gestire un’eventuale attacco o incidente nucleare. Il timore di una guerra nucleare serpeggia in tutta Europa dopo gli attacchi alla centrale di Chernobyl e Zaporizhzhia che hanno confermato i propositi di Putin di fare ricorso alle armi nucleari per far capitolare l’Ucraina e dimostrare la sua superiorità al resto del mondo.

Come primo effetto alla minaccia di un possibile conflitto nucleare si è registrata la caccia alle pillole di iodo per contrastare gli effetti delle radiazioni. In Belgio, Svizzera e Francia si è verificata un’impennata delle richieste del farmaco nelle farmacie, malgrado i moniti delle autorità a non assumere preventivamente ed arbitrariamente il farmaco a base di ioduro di potassio che è in grado di inibire gli effetti delle radiazioni. Dopo il boom di richieste di pillole di iodio è stato anche reso noto il vademecum stilato dall’OMS che indica le linee guida da seguire per proteggersi in caso di un’esplosione oppure incidente nucleare.

Ecco cosa fare in caso di attacco o incidente nucleare: il vademecum dell’OMS

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diffuso un vademecum nel quale si elencano i comportamenti da mettere in atto in caso di un simile scenario quali:

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  • Chiudi e copri gli occhi per evitare lesioni agli occhi che potrebbero causare danni alla vista
  • Sdraiati a terra con la faccia rivolta in giù e le mani sotto il corpo, per non lasciarle esposte
  • Mantieni la posizione fino a quando il calore e le due onde d’urto non saranno terminate 

Nel caso in cui ci si trova all’aperto le linea guida da seguire risultano diverse in presenza di una possibile esplosione nucleare, tra i comportamenti da adottare ci sono delle condotte precauzionali imprescindibili quali: coprire bocca e naso, magari con una mascherina, o con altro, optando per un panno o qualsiasi indumento capace di coprire bene questa area del volto; fare attenzione a rimuovere accuratamente e non con le mani nude la polvere deposta sui propri indumenti, facendolo in un luogo ventilato sempre proteggendo naso e bocca.

L’OMS raccomanda inoltre di trovare un rifugio (seminterrato, area sotterranea, altro luogo lontano dalla direzione in cui soffia il vento). Per evitare contaminazioni con materiale radioattivo si deve fare attenzione a smaltire i vestiti indossati durante una dispersione di pulviscolo tossico, facendo anche attenzione a lavarsi accuratamente la pelle ed i capelli. In tal caso per rimuovere efficacemente la concentrazione radioattiva si consiglia l’utilizzo di abbondante sapone e shampoo, invece va evitato l’uso del balsamo, che potrebbe trattenere le particelle invece di eliminarle.

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Cosa fare al chiuso in caso di esplosione nucleare

La condotta da seguire in caso di esplosione nucleare al chiuso differisce per alcuni aspetti, anche se le linee guida principali sono le medesime ovvero proteggere naso e bocca, se poi si deve uscire è bene adoperare un panno umido con cui coprire le vie aeree. In ogni caso è bene ripararsi in casa fino a quando le autorità non annunciano il via libera, facendo attenzione a spegnere i sistemi di ventilazione ed a sigillare bene porte e finestre per evitare l’ingresso di pulviscolo radioattivo in casa. In caso di ferite è opportuno disinfettarle e coprirle con attenzione.

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Non si deve poi trascurare le cure da riservare a cibo ed acqua potabile: si deve evitare l’assunzione di alimenti potenzialmente esposti a contaminazione e dell’acqua del rubinetto, in caso di utilizzo è necessario sterilizzarla facendola bollire. In presenza di un’emergenza radioattiva si raccomanda la massima accortezza cercando di mettersi al riparo in un luogo chiuso invece di stare all’aperto. Un attacco nucleare può avere un impatto devastante sulla salute soprattutto dei soggetti fragili e dei più piccoli, oltre a mietere tante vittime per via della violenta onda d’urto che simili arme causano.

Oltre a provocare casi di avvelenamento da radiazione, le armi nucleari possono causare ustioni gravi ma anche cecità (temporanea o permanente). Gli effetti delle radiazioni possono avere degli effetti anche a lungo termine che possono palesarsi a distanza di anni determinando anomalie di natura genetica in eredità alle generazioni successive, come tristemente documentato dalla tragedia di Chernobyl consumata nel 1986 quando l’esplosione di un solo radiatore nucleare ha fatto parlare di primo incidente nucleare nella storia dell’umanità, con dispersione di particelle radioattive in diverse regioni in Ucraina, Bielorussia e Russia.

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