Ha rapporti con il fidanzato della figlia 15enne: “Mi faceva sentire donna”. Condannata

Molestie ad un ragazzino: ecco l’accusa a carico di una madre che ha iniziato ad adescare il fidanzatino della figlia, fin da quando ha messo piede in casa loro. La motivazione della genitrice ha fatto leva sulla circostanza secondo cui volesse ”insegnargli i segreti della seduzione”, in una sorta di rapporto allievo-maestra. Kathy Tompa, residente in Georgia, non è stata creduta dalla Giuria: è scattata la condanna a 15 anni di reclusione.

La genitrice della ragazzina il cui fidanzato è stato violato, in un primo momento, è stata rilasciata, dopo l’arresto, per mancanza di prove. Tuttavia, l’insano rapporto, fatto di molestie, è andato avanti al punto che, ad accorgersi del fatto che qualcosa non andasse, sono stati i genitori del ragazzino, come si legge su ilmattino.it.

Non a caso, il rendimento scolastico del giovane ha subito un brusco calo, mentre il suo atteggiamento non è stato più quello di prima. Alla luce di ciò, si è pensato di effettuare il sequestro dei dispositivi elettronici, in particolare di un telefonino regalato dalla Tompa al ragazzo, in modo tale da perpetrare le molestie ai danni dello stesso.

Molestie ai danni del fidanzato di sua figlia: voleva ”insegnargli l’arte della seduzione”

Di molestie si è trattato, anche se Kathy Tompa si è difesa affermando di voler instradare il ragazzino nei sentieri della seduzione, in modo tale da fargli sedurre sua figlia, essendone il fidanzato. ”Lei gli insegnava a giocare con la figlia, a sedurla, a trovare il momento giusto per togliersi la camicia e toccarle le natiche”, ha dichiarato il procuratore Dunn.

Di notte la Thompa invitava sovente il ragazzo per avere rapporti completi con lui. Inoltre, si è sottoposta persino ad una mastoplastica additiva per ingrandirsi il seno e risultare più seducente agli occhi del giovane. La madre del ragazzino ha commentato così l’accaduto: ”Ha rubato l’innocenza di mio figlio, la sua infanzia…”.

La signora ha concluso, poi, dicendo: ”Sono arrabbiata con lei e con me stessa!”. Dopo l’accaduto, l’intera famiglia della vittima di molestie si è trasferita lontano, non sopportando lo scomodo e ricorrente ricordo di quanto accaduto ad un ragazzino innocente e puro, nel fiore degli anni.

 

 

Roberta Amorino: